comunicatostampa21062019

ANBIMA, Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome, intende precisare quanto segue in ordine all’emendamento 43.2 al P.d.L n.1807 attualmente al vaglio delle due Camere del Parlamento Italiano.

Appare doveroso rilevare che l’emendamento in questione, approvato in Commissione Bilancio, in deroga a quanto previsto dall’art. 101, comma 2, del D.lgs. 117/2017, prevede una proroga al 30 giugno 2020 del termine per gli adeguamenti statutari con le maggioranze ordinarie, attualmente fissato al 3 agosto 2019, con la previsione che tale nuova scadenza varrà non solo per ONLUS, organizzazioni di volontariato (ODV), associazioni di promozione sociale (APS), imprese sociali ma anche per le bande musicali.

L’ANBIMA intende evidenziare che tale disposizione, come proposta e inserita nell’emendamento suddetto, obbliga di fatto le bande musicali ad adeguarsi entro un termine ben preciso, obbligo a cui non si riesce a trovare una spiegazione plausibile. L’emendamento menziona, infatti, tipologie di enti non contemplate nella formulazione attuale dell’art. 101, con evidenti profili di legittimità costituzionale. Stupisce, in particolare, il riferimento alle bande musicali che non costituiscono una particolare categoria di ente del Terzo settore: la possibilità di avvalersi dei quorum ordinari verrebbe così estesa a tali enti a prescindere dall’essere Onlus, Odv e Aps.

Sul punto, si intende rammentare che le bande musicali sono rappresentate in Italia da forme associative eterogenee per la maggior parte associazioni non profit, quindi non obbligate dal D.Lgs. 117/17, e in numero ridotto APS.

L’emendamento, così come formulato, potrebbe generare confusione, in quanto sembrerebbe individuare nelle bande musicali una categoria di enti distinta dalle APS, naturale categoria di riferimento nell’ambito del Terzo settore.

Pertanto, la proposta emendativa, non considerando la naturale e fondamentale evoluzione delle associazioni bandistiche in APS, secondo quanto proposto del D.Lgs. 117/17 (trasformazione questa necessaria per permettere la corretta prosecuzione ed evoluzione dei progetti culturali e formativi) individua di fatto le bande musicali come soggetti obbligati ad entrare nel RUNTS senza però che vi sia una chiara collocazione delle stesse al suo interno e senza prevedere preliminarmente per le stesse bande musicali sia una specifica tipologia associativa all’interno dell’art. 4 del D. Lgs 117/17 né un interesse generale specifico nell’art. 5 dello stesso Decreto Legislativo né infine un regime fiscale adeguato vista l’abrogazione del regime agevolato ex legge 398/91 prevista dal D. Lgs. 117/17.

Pertanto, il mondo bandistico verrebbe messo in condizione di non poter più realizzare in maniera adeguata ed efficace i propri scopi sociali aggravando inoltre in maniera sensibile le spese di gestione e realizzazione di ogni attività istituzionale. Ciò in ultima analisi renderà anche estremamente oneroso sia per i genitori degli studenti delle scuole bandistiche che per le bande stesse il processo di preparazione e formazione all'utilizzo dello strumento bandistico, condizione che di conseguenza limiterà la crescita formativa, lo sviluppo e il ricambio generazionale delle nostre associazioni con la scomparsa di tanti gruppi bandistici in un futuro non molto lontano.

Per le ragioni sopra evidenziate, ANBIMA ritiene che la dicitura Bande Musicali debba essere eliminata da tale emendamento o, quantomeno, venga proposto al più presto un correttivo in quanto queste ultime devono essere naturalmente ricomprese anche nel percorso di trasformazione in APS.

Vale la pena rammentare, a beneficio degli associati, che l’emendamento va letto in relazione alla recente circolare del Ministero del Lavoro del 31 maggio scorso e quindi la proroga in questione vale solamente per coloro che intendono avvalersi delle maggioranze previste per l’assemblea ordinaria per adeguare gli statuti al codice del terzo settore. L’emendamento provoca un evidente sfasamento temporale tenendo conto anche della esigenza per ODV e APS, già iscritte nei rispettivi registri, di adeguare gli statuti entro l’operatività del registro (che potrebbe essere precedente al 30 giugno 2020) utilizzando le maggioranze previste per l’assemblea straordinaria.

La presenza dell’emendamento dunque non dovrebbe incidere sui percorsi di adeguamento alla riforma che molti enti stanno avviando essere in regola con la riforma al momento della operatività del registro che stando alle indicazioni del Ministero del Lavoro dovrebbe arrivare nei primi mesi del prossimo anno.

Ribadiamo inoltre la nostra convinzione che sia necessario che, contemporaneamente all’attuazione dei disposti del Codice del Terzo Settore, si provveda all’inserimento di un interesse generale per bande musicali e cori promulgando uno specifico decreto attuativo a chiarimento ed integrazione nella norma di calcolo per APS del numero dei collaboratori e dei dipendenti, specificatamente nei processi istituzionali di formazione. Tale provvedimento dovrebbe, inoltre, prevedere un sistema di assunzione facilitato, con una detassazione per i primi 3 anni per disoccupati in possesso di adeguati titoli in formazione e istruzione, un sistema di collaborazioni non professionali primariamente in formazione e non solo spettacolistica simili a quelle previste per le ASD, senza far rientrare tali figure, fondamentali per il raggiungimento degli scopi sociali delle nostre formazioni, nel numero ristretto dei lavoratori/collaboratori previsti nelle APS.

Roma, 21 giugno 2019

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