L'ANBIMA APS Rete Associativa Nazionale, da sempre a fianco all'International Competition for Band Composition 'Angelo Inglese', condivide i risultati della sua settima edizione, dedicata alla figura di Ottorino Respighi, uno tra i più illustri protagonisti della musica italiana del Novecento.
La Giuria - costituita da Franco Cesarini (presidente), Angelo Inglese (fondatore e direttore artistico del Premio), Sami Ruusuvuori, Andrea Barizza, Virginio Zoccatelli e Vincenzo Anselmi - ha concluso i propri lavori a seguito di un’attenta e approfondita valutazione delle partiture pervenute.
Al termine dei lavori, è stato proclamato vincitore della Categoria A (brano sinfonico) il compositore Federico Agnello, classe 1991, nato ad Augusta (Siracusa), con l’opera “ʟᴀ ᴠɪᴀ ᴅᴇɪ ʟᴀɢʜɪ – a tone poem for symphonic band”.
La composizione si distingue per l’elevato livello artistico, la solidità e chiarezza della scrittura e per la capacità di confrontarsi con consapevolezza e sensibilità con l’eredità musicale di Ottorino Respighi, offrendo una rilettura personale e convincente della sua poetica.
Francesco Agnello, nel 2010 si diploma in strumenti a percussione presso Conservatorio “A. Corelli” di Messina; nel 2016 consegue la laurea specialistica in Strumentazione per Orchestra di Fiati con il massimo dei voti, lode e menzione speciale presso il Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento e, sempre allo stesso Conservatorio, nel 2021, consegue la laurea specialistica in Composizione con il massimo dei voti, lode e menzione speciale.
Molto attivo in ambito compositivo, la sua musica è una personale sintesi fra la contemporaneità del mondo attuale e un attento sguardo al passato. Numerosissimi i prestigiosi riconoscimenti e premi nazionali e internazionali ottenuti per le sue composizioni, fra i quali si ricordano il “Premio Ezio Bosso”, il “Premio Claudio Abbado”, il “Concorso Romualdo Marenco”, il “Coups de Vents” (Francia), il “Concours International de Composition pour Orchestre d’Harmonie” di Belfort (Francia), il Concorso Internazionale di Composizione “Città di Sinnai”, il Concorso Internazionale di composizione “La Prime Lus” di Bertiolo, il Concorso Internazionale “MusiKras” (Slovenia), solo per citarne alcuni.
All’attività compositiva affianca anche un’intensa attività direttoriale e didattica; viene invitato come membro di giuria in concorsi di esecuzione per Orchestre di fiati e come docente di Masterclass di Composizione, direzione e analisi della partitura. Ha insegnato presso i Conservatori di Trieste e Rovigo e attualmente è docente di Strumentazione e Composizione per Orchestra di Fiati presso il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli (BA).
Per quanto concerne la Categoria B (strumentazione originale), la Giuria ha deliberato di non assegnare il premio, ritenendo di non individuare, tra le opere presentate, lavori rispondenti pienamente agli standard qualitativi richiesti.
L’organizzazione e i partners del Concorso esprimono i più sentiti complimenti al vincitore e desiderano ringraziare tutti i partecipanti per l’impegno profuso e per l’alto livello artistico delle composizioni presentate, che testimoniano la vitalità e il valore della scrittura contemporanea per banda.
Il M° Angelo Inglese junior, Fondatore e Direttore artistico del Concorso ha sottolineato che «In un contesto in cui, negli ultimi anni, sono sorti numerosi concorsi di composizione per banda, ho voluto che l’International Competition Angelo Inglese si affermasse come un punto di riferimento distintivo, capace non solo di valorizzare il talento, ma soprattutto di stimolare nei giovani compositori una ricerca autentica e divergente sulle potenzialità espressive dell’orchestra di fiati.
Il mio obiettivo è offrire loro uno spazio libero e consapevole in cui esplorare, senza vincoli stilistici, la straordinaria ricchezza timbrica, formale e coloristica di questo organico, incoraggiando una scrittura che sappia coniugare identità, innovazione e profondità artistica. In questa prospettiva, ogni edizione del Concorso nasce con l’intento di proporre una direzione artistica sempre diversa, capace di stimolare nuovi percorsi creativi e di rinnovare costantemente il dialogo tra passato e presente. Questo progetto affonda le sue radici nell’eredità di mio nonno, Angelo Inglese senior, la cui instancabile attività didattica e la cui sensibilità creativa hanno rappresentato per intere generazioni un esempio luminoso di dedizione alla musica e ai giovani. È nel solco di questa visione che ho voluto fondare il Concorso: per proseguirne l’opera, custodirne la memoria e continuare a offrire alle nuove generazioni gli strumenti per esprimere pienamente il proprio linguaggio artistico.».
Il Vincitore della Categoria A, M° Federico Agnello, ci ha raccontato la genesi e le tematiche affrontate nella sua opera sinfonica: «La Via dei Laghi è un viaggio musicale e immaginario attraverso i paesaggi, le leggende e le memorie dei cinque laghi glaciali della Brianza, articolato come una sequenza di quadri che si susseguono senza interruzione.
Ogni sezione evoca un’immagine distinta: nebbie che velano presenze invisibili, un’apparizione notturna che scatena una tempesta, l’austera immobilità di un lago cristallino, la danza luminosa di spiriti acquatici e, infine, un crepuscolo in cui riaffiorano memorie sommerse.
La composizione si configura anche come un omaggio alla musica di Ottorino Respighi, e in particolare a Fontane di Roma. Nel corso dell’opera emergono citazioni riconoscibili e allusioni più sottili, attraverso la rielaborazione di atmosfere, colori orchestrali e gesti timbrici caratteristici di quel poema sinfonico, qui ripensati nel linguaggio e nelle possibilità espressive della banda sinfonica. Come spesso accade nella musica di Respighi, musica colta e tradizione popolare convivono: una melodia tradizionale della Brianza, “E la povera barcaiola”, affiora e si integra nel tessuto musicale, diventando parte della narrazione e della memoria collettiva evocata dall’acqua. Elemento unificante dell’intera composizione è una cellula generativa di sette suoni (Si–Re–Si–La–Sol–Mi–La), derivata dalla trasformazione in suono delle lettere della parola “Brianza”. Questa cellula permea l’opera in molteplici forme: talvolta chiaramente percepibile, altre volte nascosta negli strati interni dell’armonia o frammentata nel tessuto orchestrale, creando una connessione profonda e simbolica tra i diversi quadri. Tra natura e mito, la musica si fa racconto in cui l’acqua custodisce la nostalgia di chi l’ha attraversata, la solitudine di chi le ha abitato accanto e una bellezza che resiste al tempo. Il poema si apre e si chiude sulla soglia tra visibile e invisibile, lungo un percorso che unisce ombra e luce.
- Spiriti nelle Nebbie.
Un lago sospeso in un’alba lattiginosa, sulle acque di Alserio. Le nebbie si intrecciano tra i canneti, rivelando presenze misteriose: gli spiriti della foschia, i Lumagnùn, che si muovono silenziosi sulla superficie. Una tensione impalpabile pervade l’aria, come un respiro antico trattenuto nell’attesa.
Dalla foschia, la luna emerge lentamente: una luce sommersa avvolge il paesaggio, addolcendo e trasformando l’oscurità in un pallido riverbero, fragile e irreale.
- La Barca Fantasma.
Si racconta che, nelle notti di luna piena, una barca spettrale appaia sul lago di Pusiano, ultimo rifugio di una giovane donna svanita tra le onde in un giorno di tempesta. All’inizio sembra poco più di un riflesso, sospeso sull’acqua immobile. Poi, come se il suo passaggio risvegliasse le forze nascoste del lago, un vento improvviso increspa la superficie. Le vele si gonfiano, le onde si sollevano e il suo canto di nostalgia e dolore si fonde con il fragore crescente.
La leggenda prende vita: la tempesta inghiotte la barca in un vortice di luce e oscurità. Quando tutto svanisce, resta soltanto il ricordo di quella voce, che ha attraversato la notte.
- Lo Scrigno Glaciale.
Il paesaggio si fa cristallino e austero sulle acque di Montorfano. Il lago diventa uno scrigno glaciale che custodisce lacrime antiche: quelle della montagna solitaria, che un tempo pianse il proprio destino di isolamento. Tutto resta immobile, come se l’acqua fosse vetro, a proteggere memorie di pietra e silenzio.
- La Danza delle Ninfe.
Sulle acque del lago di Segrino, la nebbia si dissolve in un’alba radiosa. Prende forma una danza luminosa di ninfe, che intrecciano passi leggeri e gesti di festa. La musica si accende di gioia e meraviglia: il lago si trasforma in un regno d’acqua viva, movimento e incanto ritrovato.
- Crepuscolo d’Acqua.
Dalle nubi filtrano bagliori di luce che scivolano sull’acqua. Il sole, nascosto ma presente, si riflette sul lago di Annone, frantumandosi in scintillii dorati e violacei, un lento incendio che avvolge la superficie. L’aria stessa sembra vibrare, sospesa tra giorno e notte, mentre l’acqua raccoglie e moltiplica ogni riflesso.
Dalle profondità emerge l’eco di una presenza antica: il villaggio sommerso che sembra risalire ancora una volta verso la luce. Ogni pietra e ogni voce dimenticata si risvegliano in un’unica visione di memoria e redenzione. La musica cresce, si espande e si illumina, diventando un canto ampio e solenne che celebra il ritorno del tempo. Nel suo slancio finale, il lago si accende di colore e suono, rivelando tutta la sua bellezza prima che cali la notte.
Ufficio stampa di ANBIMA APS - Rete Associativa Nazionale
Dr.ssa Sabrina Malavolti Landi
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