C’è una domanda che, nel mondo delle bande musicali, merita di essere posta con franchezza: quanto vengono realmente comunicate ai musicisti le iniziative promosse da ANBIMA?
ANBIMA non è soltanto un organismo al quale una banda aderisce per motivi burocratici o amministrativi: la sua missione comprende la promozione della formazione, l’aggiornamento dei soci, dei direttori e dei dirigenti, lo sviluppo dell’associazionismo musicale e l’organizzazione di manifestazioni, rassegne, raduni e concorsi.
Eppure, troppo spesso, le informazioni relative a queste opportunità sembrano fermarsi lungo la catena della comunicazione, arrivano magari alla dirigenza, vengono lette da pochi e, molte volte non raggiungono affatto coloro ai quali quelle iniziative sono principalmente destinate: i musicisti, i giovani, gli allievi, i direttori e tutti coloro che vivono quotidianamente la realtà bandistica.
Naturalmente non si tratta di mettere sotto accusa i presidenti delle bande.
Gestire un’associazione oggi significa affrontare una quantità enorme di incombenze: amministrazione, rapporti con gli enti pubblici, organizzazione delle prove e dei concerti, gestione dei soci, adempimenti fiscali e burocratici….è comprensibile, quindi, che qualcosa possa sfuggire,
ma proprio per questo occorre interrogarsi sul ruolo di comunicatore che un presidente dovrebbe assumere nei confronti dei propri associati.
Essere presidente non significa soltanto rappresentare la banda all’esterno o firmare documenti, significa anche essere un ponte tra l’associazione e le persone che ne fanno parte e se ANBIMA mette a disposizione corsi, masterclass, campus, concorsi, progetti giovanili, aggiornamenti normativi, convenzioni e altre opportunità, sarebbe un peccato enorme che queste possibilità non venissero conosciute dai diretti interessati.
Il problema è particolarmente evidente quando si considerano le numerose attività che ANBIMA propone a livello nazionale e territoriale… il portale dell’associazione, per esempio, raccoglie continuamente notizie, eventi, iniziative formative e informazioni utili alle bande associate, ma una comunicazione pubblicata non è necessariamente una comunicazione arrivata a destinazione, una locandina pubblicata sul sito o sui social non basta, una mail inviata alla presidenza non basta, una circolare letta dal direttivo non basta: l’informazione diventa realmente efficace quando raggiunge il musicista.

C’è anche l’App ma la utilizziamo davvero?

In questo ragionamento c’è un elemento che merita particolare attenzione: ANBIMA ha messo a disposizione anche un’app dedicata, uno strumento che potrebbe rendere ancora più semplice e immediato l’accesso alle informazioni e alle opportunità dell’associazione, eppure, anche in questo caso, sembra esserci un problema di utilizzo.
Un’app, per quanto ben progettata e ricca di contenuti, non può svolgere la propria funzione se rimane installata sul telefono di pochi, oppure se viene consultata soltanto occasionalmente da dirigenti e presidenti, il punto, ancora una volta, non è semplicemente avere lo strumento, ma utilizzarlo e farlo conoscere.
Quanti musicisti sanno che esiste? quanti l’hanno scaricata? quanti la consultano con regolarità?
quanti presidenti o direttori invitano concretamente i propri associati a utilizzarla?
Sono domande che vale la pena porsi, perché l’app potrebbe diventare proprio quel collegamento diretto tra l’associazione e il singolo musicista che spesso oggi manca, ma perché ciò avvenga è necessario che la comunicazione non si fermi al presidente o al direttivo.
Potrebbe bastare un messaggio nel gruppo della banda, oppure cinque minuti durante una prova per spiegare ai musicisti dove trovare le informazioni e come utilizzarle: cinque minuti possono cambiare la partecipazione di una persona, perché l'opportunità che non conosciamo è un'opportunità persa.
Pensiamo, ad esempio, a un giovane strumentista che potrebbe beneficiare di un percorso formativo, a un ragazzo che potrebbe entrare in una formazione giovanile, a un direttore interessato a un corso di aggiornamento o a un dirigente che potrebbe trovare una risposta concreta a un problema gestionale: se queste persone non vengono informate, l’opportunità, di fatto, non esiste per loro.
Non è necessario trasformare ogni comunicazione in una lunga riunione, basterebbero strumenti semplici come una mail periodica ai soci, un gruppo WhatsApp dedicato alle comunicazioni associative, una bacheca aggiornata, oppure quei soliti “cinque minuti” durante una prova per segnalare le iniziative più interessanti.
L’importante è che l’informazione non si fermi a metà strada, comunicare significa anche dare valore all'associazione perché c’è anche un’altra questione, forse ancora più importante: comunicare le iniziative ANBIMA significa anche dare valore all’essere associati.
Se un musicista non vede mai concretamente quali opportunità derivino dall’appartenenza ad ANBIMA, è naturale che possa chiedersi quale sia il senso di quella tessera o di quella adesione, al contrario, quando un associato scopre che attraverso la propria banda può accedere a formazione, manifestazioni, concorsi, agevolazioni, informazioni e occasioni di confronto, comprende che dietro una quota associativa esiste una rete e che quella rete può rappresentare una risorsa reale ma una risorsa diventa veramente tale soltanto quando viene conosciuta e utilizzata.
Per questo anche l’app non dovrebbe essere considerata semplicemente come “un’altra cosa da scaricare”, ma come uno degli strumenti attraverso i quali l’associato può mantenere un rapporto più diretto con il mondo ANBIMA.
Per questo sarebbe auspicabile che ogni presidente si ponesse periodicamente una domanda molto semplice: i miei musicisti conoscono davvero tutte le opportunità che ANBIMA mette a loro disposizione? i miei musicisti sanno che esiste l’app ANBIMA e la utilizzano realmente?
ANBIMA può organizzare mille iniziative, ma se l’informazione non arriva alle persone, una parte del lavoro rischia di andare perduta.
Forse, allora, più che chiederci quante iniziative vengano organizzate, dovremmo iniziare a chiederci quante persone riescono realmente a venirne a conoscenza e a parteciparvi e dovremmo chiederci anche quanti degli strumenti che abbiamo a disposizione — sito, social, comunicazioni, newsletter e app — vengono realmente utilizzati per mettere in contatto ANBIMA con il singolo musicista, perché il problema non è soltanto organizzare, non è soltanto comunicare, ma è arrivare alle persone.
È fare in modo che un giovane musicista, un allievo, un direttore o un dirigente possa scoprire un’opportunità, riconoscerla come utile e decidere di coglierla: è da questa differenza, apparentemente piccola ma sostanziale, che passa una parte importante del futuro del nostro movimento bandistico.


Massimo Bozzotto
Presidente ANBIMA Novara-Vercelli